8 marzo - 21 marzo 2006

GLI ANGELI SOPRA ROMA - XI Edizione

Come tradizione il festival è un momento di incontro tra classicismo e nuove forme di sperimentazione, tra culture e linguaggi artistici diversi. In questa edizione teatro, danza, cinema e musica di incontrano e si fondono in spettacoli di grande interesse.

 

  programma:

 

 

8 - 9 - 10 - 11 marzo ore 21

Auditorium Conciliazione

La Fura dels Baus

La Metamorfosi

da Kafka

 

18 marzo ore 21

Università ROMA TRE Aula Magna

Que Viva Mexico!

incompiuto di Sergei Eisenstein

& NLF3

colonna sonora live

 

 

20 marzo ore 21

Stazione Termini, Cappa Mazzoniana

Banda Municipal de Santiago de Cuba

Tributo a Compay Segundo

 

 

La Fura dels Baus in La Metamorfosi

8-9-10-11 marzo ore 21

Auditorium Conciliazione, Via della Conciliazione

Il Festival apre l’8 marzo con il nuovo spettacolo della compagnia di teatro d’avanguardia tra le più note al mondo, La Fura dels Baus, in La Metamorfosi, liberamente tratto dalla celebre opera di Kafka, proposto per 4 serate, dall’8 all’11 marzo. Il forte linguaggio teatrale, le scenografie e le musiche di grande impatto visivo ed emotivo caratteristiche di questa compagnia catalana, sorprendono ogni volta pubblico e critica.

Costo biglietti: € 30 – 25 – 20 – 15 + prevendita

 Prevendite: circuito Box Office Lazio

Green Ticket Call Center: 899500 055

Infoline: 064827403 /064744776   www.greenticket.it  www.murcianoiniziative.com

 

 

 

Que Viva Mexico! & NLF3

18 marzo ore 21

Università ROMA TRE Aula Magna Via Ostiense 234/236

Il programma prosegue, in prima nazionale, con la proiezione di Que Viva Mexico!, capolavoro incompiuto di  Sergei Eisenstein, il celebre regista della Corazzata Potemkin e l’esecuzione live di una colonna sonora composta dal gruppo NLF3, protagonista della scena musicale elettro acustica francese. Il progetto è una coproduzione Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, Musée d'Art Moderne de Lille e  Printemps de Septembre Contemporary Art Festival, dopo la presentazione a Parigi, viene proposto a Roma.

ingresso a inviti fino ad esaurimento posti, da ritirare presso:

ORBIS P.za Esquilino 37 (9,30/13,00 – 16,00/19,30) – Infoline 064827403 /064744776

 

 

Banda Municipal de Santiago de Cuba Tributo a Compay Segundo

20 marzo ore 21

Stazione Termini, Cappa Mazzoniana, Via Giolitti 36/38

Il Festival chiude, sempre in prima nazionale, con un omaggio al grande musicista Compay Segundo, che ha rappresentato la storia di un secolo di musica latino americana, con il concerto della straordinaria Orchestra di cui faceva parte, la Banda Municipal de Santiago de Cuba, nata nel 1898. Cantautore e raffinato musicista, Segundo era una leggenda, ha infatti suonato per circa 80 anni, conquistando la fama solo in tarda età, con il celebre film di Wim Wenders Buena Vista Social Club.

ingresso a inviti fino ad esaurimento posti, da ritirare presso:

ORBIS P.za Esquilino 37 (9,30/13,00 – 16,00/19,30) – Infoline 064827403 /064744776

 

un progetto di Arte in Comune

Via Trapani 22 - 00161 Roma - tel. 0644265161 – fax 0644251794

Contatti: info@arteincomune.comarteincomune@fastwebnet.it

 

 

 

La Fura Dels Baus

in

La Metamorfosi

da Franz Kafka

drammaturgia e regia

Alex Ollé, La Fura dels Baus, Javier Daulte

con

Ruber Amétllé, Angeline Llongueras, Arthur Trias, Sara Rosa Losilla, Isak Férriz

Artistic direction: Àlex Ollé (La Fura dels Baus)

Texts: Javier Daulte

Video: Franc Aleu / Emmanuelle Carlier

Stage Design: Roland Olbeter

Music: Josep Sanou

Wardrobe: Catou Verdier

Lighting: Pere Capell / Javier Daulte / Àlex Ollé

 

Arriva a Roma la compagnia di teatro d’avanguardia tra le più note al mondo, La Fura dels Baus, con il suo nuovo spettacolo, La Metamorfosi, liberamente tratto dalla celebre opera di Kafka e interpretato nel linguaggio caratteristico di questa compagnia catalana che con i suoi lavori riesce sempre a sorprendere pubblico e critica. La Fura dels Baus, nata negli anni ’70, è divenuta ormai un cult e ha acquisito una grandissima popolarità in tutto il mondo grazie al suo forte linguaggio teatrale e a scenografie e musiche di grande impatto visivo ed emotivo. Le loro rappresentazioni catturano il pubblico con effetti tecnologici, proiezioni di immagini e testi sull’area del palcoscenico, performance ad ogni livello dello spazio, effetti distorsivi alle voci e quadri simbolici di grande bellezza, in un ritmo incalzante dello spettacolo.

La scenografia

Il set si articola nella relazione tra due elementi, un grande schermo da 10 x 6 per le proiezioni e un grande cubo trasparente di metri 4. Il cubo spostandosi sul palco mantiene una relazione costante con lo schermo, che si sposta meccanicamente in modo che il cubo sia, di volta in volta, integrato nello schermo. Il cubo permette un gioco simbolico tra quello che accade all’interno e quello che accade all’esterno dello stesso, stabilisce un gioco di opposti: la realtà e il sogno, la vita e i pensieri. Crea il fraintendimento e, allo stesso tempo, arricchisce l’azione, permettendo ai diversi personaggi di essere dentro o fuori dal cubo, dalla storia.

Le proiezioni

Le proiezioni video sono diventate un punto di riferimento nel lavoro de La Fura dels Baus, creano un’atmosfera di sogno, attraverso le proiezioni sullo schermo e sul cubo, si avvicina il pubblico all’immaginario kafkiano. Per trasmettere l’idea del mescolamento tra realtà e sogno, in La Metamorfosi, vengono combinate immagini reali e manipolate attraverso un processo di post produzione. Alcune mini-telecamere sono distribuite attorno all’area della performance, all’interno e all’esterno del cubo; ciò permette di ingrandire i dettagli dell’azione e proiettarli mentre si svolgono, creando un’atmosfera di costante attenzione.

La musica

La colonna sonora della rappresentazione crea volutamente un contrasto tra la musica elettronica, composta per l’occasione, e un registro basato su pezzi classici per violino, che fa riferimento al personaggio di Greta, la sorella, violinista amatoriale. Sono utilizzati, inoltre, i suoni di un ambiente naturale o i rumori delle città, che generano atmosfere complementari alle azioni.

8 - 9 - 10 - 11 marzo - ore 21

Auditorium Conciliazione

<-inizio

-::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::-

 

QUE VIVA MEXICO!

incompiuto di Sergei M. Eisenstein

NLF3

live colonna sonora

Nicolas Laureau Fender Rhodes, electric guitar and synthetizers

Ludovic Morillon drums, guitar

Fabrice Laureau bass, synthetizers

 

Il progetto co-prodotto dalla Fondation Cartier pour l’Art Contemporain ed il Musée d’Art Moderne de Lille e  Printemps de Septembre Contemporary Art Festival e, verrà presentato, in prima nazionale, per il Festival Gli angeli sopra Roma. Uno spettacolo che unisce Que Viva Mexico! del 1931, capolavoro incompiuto di Sergei Eisenstein, il celebre regista della Corazzata Potemkin, e il gruppo strumentale NLF3, protagonista della scena musicale elettro acustica francese, che accompagna il film con una colonna sonora live. Il kolossal è una delle pellicole più famose non concluse della storia del cinema, ripercorre la vita degli indios messicani dalle origini sino alla rivoluzione del 1910 e fu commissionato al grande regista sovietico durante il suo soggiorno americano.

Quarantadue ore di girato per un’opera monumentale che non riuscì a portare a compimento. Fu il suo fedele assistente Gregori Alexandrov (dopo la morte di Eisenstein nel 1948) a montare il lavoro, in una versione vicina alle intenzioni del regista. Considerata la qualità del film, indiscutibile, sorge spontanea una domanda: che capolavoro sarebbe stato consegnato alla storia, se Eisenstein avesse potuto ultimare egli stesso il lavoro? Senza dubbio, questa domanda ha attraversato la storia del cinema, specie perché, a tanti decenni di distanza, le sue immagini conservano ancora la potenza e la freschezza di una delle più grandi opere del cinema mondiale.Il film rappresenta anche la miglior arte plastica messicana del ventesimo secolo, dalla quale Eiseinstein fu influenzato, dai muralisti, specialmente Diego Rivera e Orozco, ai fotografi come A. Jimenez e M. Alvarez Bravo. Quattro episodi, più un prologo ed un epilogo: Sandunga, Fiesta, Maguey, Soldadera.

90 minuti con testimonianze intense ed inedite di un periodo ancora oggi poco conosciuto della storia messicana. Il resto di quello sterminato materiale, montato da altri, fu utilizzato per realizzare alcuni film tra cui Lampi sul Messico, vari cortometraggi e documentari, nonché  Que viva Mexico!Un vero mosaico o sarape, come piaceva chiamarlo ad Eisenstein, per il contrasto tra gli episodi, uno dei migliori progetti cinematografici della storia del cinema.

 

Sergei M. Eisenstein

La saga messicana del famoso regista sovietico, nato a Riga nel 1898, iniziò nell’agosto del 1929, dopo la realizzazione del film La linea Generale (1929). Eisenstein e i suoi collaboratori, partirono per l’Europa invitati a diversi congressi cinematografici e successivamente arrivarono negli Stati Uniti, dove li aspettava un contratto con la Paramount, interessata al famoso regista de La Corazzata Potemkin (1925).

L’esperienza hollywoodiana di Eisenstein fu un disastro. Nel 1930, il cineasta e i suoi collaboratori lavorarono a due progetti: Sutter’s Gold, un copione originale sulla febbre dell’oro in California, e Una Tragedia Americana, un adattamento della omonima novella di Theodor Dreiser, che furono entrambi rifiutati. Decise allora di accettare l’invito del novelliere Upton Sinclair, che desiderava produrre un film sul Messico.

Eisenstein aveva conosciuto il pittore messicano Diego Rivera a Mosca, nel 1927 e desiderava conoscere il paese della prima rivoluzione del ventesimo secolo. Sostenuto da Sinclair, il regista iniziò le riprese di Que Viva Mexico! (1930-1932), una delle pellicole più famose non concluse della storia del cinema. Il progetto era molto ambizioso. Il film comprendeva quattro episodi: Sandunga (un matrimonio indigeno), Maguey (il sacrificio di un contadino in una fazenda porfiriana), Fiesta (la preparazione di un torero per il rodeo) e Soldatera (storia di una donna rivoluzionaria). Il film includeva, inoltre, un prologo e un epilogo.

Le riprese iniziarono alla fine del 1930. Un anno dopo, il regista aveva filmato circa 200 mila pezzi di pellicola e, non rinunciando al suo perfezionismo, ancora non iniziava a girare il quarto episodio. Questa situazione e i dissapori con Sinclair, portarono il produttore ad ordinare, nel 1932, la fine delle riprese. Eisentein credeva di poter realizzare il film con tutto il materiale che aveva girato ed inviato a Los Angeles, ma l’opposizione di Sinclair fu così forte che il regista non rientrò mai in possesso della pellicola. La vicenda ebbe ripercussioni negative anche in URSS, dove Eisentein divenne un angelo caduto della cultura sovietica.

Con il materiale di Que Viva Mexico! si fecero diversi montaggi, Sinclair lo propose al produttore Sol Lesser per la realizzazione di Thunder Over Mexico (1933), e i due corti Death Day (1934) e Eisentein in Mexico (1934). Seguì Time in the Sun (1957) di Marie Seaton, amica e biografa del regista sovietico. Eisentein non si riprese mai dal dolore di perdere qualsiasi forma di controllo sulla sua opera. Malato e depresso il regista scomparve per un periodo, per tornare poi al cinema con due opere maestre, Alexander Nevsky (1938) e la prima parte di Ivan il Terribile (1943-1945). Morì nel 1948 lasciando incompiuta la seconda parte di Ivan il Terribile e irrealizzato il suo ambizioso progetto Que Viva Mexico!

Filmografia

Il Diario di Glumov (1923)

Lo Sciopero (1924)

La Corazzata Potemkin (1925)

Ottobre (1927)

La Linea Generale (1929)

Que Viva Mexico! (1930-1932)

La Pradera di Bezhin (1935-1937)

Alexander Nevsky (1938)

Ivan il Terribile, parte I (1943-1945) e parte II (1948)

 

NLF3

Nel 1989 formano il gruppo rock sperimentale Prohibition, con il quale pubblicano cinque album e realizzano numerosi concerti in Europa e Stati Uniti; nel 1999 il gruppo prende il nome NLF3 dalle iniziali dei componenti. Fondendo generi musicali diversi, jazz , rock sperimentale e sonorità elettroniche, riescono a creare un genere proprio. Peculiarità del gruppo è l’improvvisazione di musiche live su proiezioni di film sperimentali.

Nel 2003 pubblicano il secondo album Viva! - considerato dalla critica uno dei migliori album dell’anno - un lavoro di grande ricerca strumentale, che fonde rock psichedelico, afro-jazz e musica elettronica. Nel 2004 gli viene commissionata una colonna sonora per film muto dal Printemps de Septembre Contemporary Art Festival e scelgono di comporre per Que Viva Mexico!, dal quale è tratto il loro terzo album Music For Que Viva Mexico!

Lo spettacolo è accolto a livello internazionale con grande entusiasmo da pubblico e media e il gruppo lo porta quest’anno in tournée in Europa, USA e Messico.

 

Discografia

Part One & Part Two (2000)

Viva (2003)

Music for Que Viva Mexico (2005)

18 marzo 2006 - ore 21

Università ROMA TRE Aula Magna

<-inizio

 -::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::-

 

prima nazionale

Orchestra Banda Municipal de Santiago de Cuba

Tributo a Compay Segundo

Direttore Maestro Castillo

 

Compay Segundo, cantautore e star del Buena Vista Social Club è una leggenda e rappresenta un secolo di storia della musica latino americana. Ha infatti suonato per circa 80 anni, conquistando la fama solo in tarda età, quando nel 1997 uscirono l'album di Ry Cooder, vincitore di un Grammy Award e il celebre film di Wim Wenders Buena Vista Social Club.

Il tributo a questo carismatico artista e uomo verrà proposto dalla sua straordinaria Orchestra, nella quale debuttò come clarinettista nel 1929, la Banda Municipal de Santiago de Cuba, fondata nel 1898.

L’Orchestra

L’evoluzione artistica e il repertorio dell’Orchestra Banda Municipal de Santiago de Cuba, celebre in tutto il mondo per le sue interpretazioni, racconta gran parte della storia e della musica cubana, dai danzònes fino alle congas, habaneras e sones e riadatta antiche composizioni dei maestri della trova, del son e della cancion, per un repertorio da Big Band. E’ diretta dal 1974 dal Maestro Castillo e si avvale della partecipazione di bravissimi solisti come il trombettista Thomas Brown. Da diversi anni svolge anche una intensa attività internazionale di concerti e scambi musicali, come quello orchestrato da Guy Bertrand nella regione francese di Rhône Alpes, nell’estate 2003. L’Orchestra ha registrato il suo ultimo album.

Francisco Maximo Repilado Muñoz, in arte Compay Segundo  

nasce nel 1907 a Siboney, vicino Santiago di Cuba. Crebbe circondato dai suoni e dai ritmi dei trovatori del suo tempo e presto egli stesso incominciò ad assaporare il gusto di fare musica. L'atmosfera di quegli anni segnerà per sempre non solo il suo modo di fare musica ma il suo stesso stile di vita: "erano tempi molto romantici, salutavamo con il cappello le ragazze e, se una ti piaceva, le gettavi il cappello in terra. Se a sua volta le piacevi, pestava una parte della tesa del cappello. Io trasmetto quell'atmosfera al pubblico affinché la percepisca e ne goda".

 A 14 anni impara a suonare il tres, tipico strumento a tre coppie di corde cubano, e più tardi la chitarra. Per avere più libertà nella creazione delle sue canzoni inventa una chitarra a sette corde chiamata armónico. Assunto in una manifattura di tabacco come tabaquero, Compay è stato molto tempo torcedor; fino ai suoi settant' anni “Sono cubano, ugualmente! Un cubano autentico beve del rum, fuma un Habano e ha l'occhio che si illumina alla vista di una bella donna." Comincia la sua carriera di musicista anche come clarinettista partecipando al rilancio del "son", creato dagli schiavi negri e mulatti, al fianco di musicisti del calibro di Sindo Garay, Nico Saquito, Miguel Matamoros e Benny Morè. Fonda nel ‘48, con Lorenzo Hierrezuelo, il duo "Los Compadres" che lo ha consegnato alla storia con il nome di Compay Segundo. Compay è infatti la forma contratta di compadres, il padrino del battesimo, ma ha il significato più ampio di amicizia, lealtà ed impegno, la sua filosofia di vita. La parola segundo deriva invece dalla sua voce profonda e raffinata, tipica del cantare in seconda.

Dopo aver composto centinaia di canzoni, nel 1956 Segundo forma il suo primo gruppo "Compay Segundo y sus Muchachos", un quartetto molto noto in patria e all’estero, dove si è esibito in alcune delle sale più prestigiose del mondo, tra le quali la Albert Hall, Carnegie Hall e l'Olympia. Ma è solo grazie al film di Wim Wenders che raggiunge la meritata celebrità e la definitiva immortalità artistica. Da allora si è infatti esibito nei più importanti palcoscenici del mondo ed ha inciso nove dischi. Nell'ultimo, intitolato "Duets", il cantante duetta con stelle internazionali tra le quali Cesaria Evora, Charles Aznavour e l'attore Antonio Banderas. Tra i suoi maggiori successi "Amor Gigante", "Una Rosa de Francia", "Maria en la Playa", "Morir de Amor", cantata con lo chansonnier-istrione francese Charles Aznavour. Una vita per la musica. L'inarrestabile musicista è stato infatti presente sulle scene fino all'età di 94 anni, sempre al fianco di altri grandi artisti.

20 marzo 2006 – ore 21

Stazione Termini, Cappa Mazzoniana

 <-inizio